Presentazione Catalogo "Il Natale buono"

QUEST’ANNO IL NATALE E’ ANCORA PIU’… “BUONO”

Presentato il progetto nato dalla collaborazione della Cooperativa di solidarietà sociale  “L’Ovile” e della cooperativa Sociale Onlus “Si può fare”

 

La splendida sede di Palazzo Calcagni, in centro a Reggio, è stata teatro lo scorso 7 novembre della presentazione del progetto “Il Natale Buono” che vede la collaborazione tra la cooperativa reggiana “L’Ovile” e la onlus siciliana “Si può fare”.

 

Dall’incontro tra queste due realtà, accomunate dall’impegno nel sociale a favore di persone fragili, è nata l’idea di proporre strenne natalizie composte da prodotti solidali, etici e biologici. Un’idea regalo rivolta a privati e aziende che, alla qualità del dono, abbina il significato più autentico delle imminenti feste natalizie.

 

A presentare l’iniziativa ad una folta platea composta da imprenditori, operatori sociali, cooperatori e professionisti è stato l’architetto Andrea Bergianti, ideatore del progetto, il presidente della Cooperativa L’Ovile Valerio Maramotti e il presidente della onlus siciliana “ Si puo’ fare” Francesco Caristia.

 

Come ha spiegato il presidente Valerio Maramotti nelle proposte del catalogo trovano spazioprodotti biologicietici e solidali: prodotti a marchio Si puo’ fare  che provengono dalla Sicilia e racchiudono tutto il calore e la voglia di riscatto delle persone che lavorano la terra, oggetti di design realizzati da persone fragili a marchio K-Lab e prodotti realizzati da detenuti o in semilibertà a marchio Semi-Liberi.

Il presidente dell’Ovile ha sottolineato la grande attenzione che da tempo la cooperativa ha posto nei confronti dei detenuti e delle persone a fine pena: “Grazie al Progetto Semi Liberi, finalizzato a creare oppor­tunità di lavoro per le persone private della libertà che non possono beneficiare di misure alternative, abbiamo coinvolto alcuni detenuti nella coltivazione di tre ettari di terreno e nella trasformazione dei prodotti in un laboratorio all’interno del carcere di Reggio Emilia. Miele, composte, confetture e lambrusco sono poi commercializzati il sabato mattina in Piazza Fontanesi e il lunedì in Via Terrachini”.

Mille chilometri a Sud la società cooperativa Onlus Si Può fare ha dato vita a un progetto di agricoltura sociale biologica coinvolgendo ex detenuti e ex malati psichiatrici. “Abbiamo inserito nell’ambiente lavorativo decine di persone che oggi sono impegnate con continuità nel lavorare la terra  – ha spiegato il presidente Francesco Caristia-. Per noi è stato importantissimo garantire continuità all’occupazione di questi soggetti, che grazie a un percorso di tre anni sono state strappate all’inerzia e all’emarginazione e  sono  diventate protagoniste della propria vita quotidiana. I miglioramenti in termine di salute e di inserimento sono stati davvero notevoli e giorno dopo giorno continuano a dare i loro frutti. Una scommessa davvero difficile che è stata possibile grazie all’intervento di tre imprenditori, Guerrino Pugnetti, Roberto Iseppi e Corrado Tirelli che ci hanno supportato nella crescita  e nello sviluppo del progetto con le loro competenze e con l’acquisto di macchinari. Oggi la cooperativa Onlus Si può fare, che non ha avuto alcun finanziamento pubblico, è entrata in un Progetto di rete, il primo in Sicilia, e ora coltiva terreni incolti e abbandonati, commercializza verdura e frutta biologiche e produce una serie di prodotti biologici conservati. Tutto questo con  l’obiettivo costante di migliorare le condizioni di persone che vivono un disagio valorizzandone le capacità attraverso il lavoro agricolo e manuale”.  Nel progetto il Natale Buno  il ponte tra i buoni prodotti di Emilia e Sicilia “lo costruiscono poi le meravigliose creazioni dei ragazzi che animano il centro K-Lab nell’ex Polveriera ha sottolineato il presidente Valerio Maramotti - . Oggetti straordinari  e unici che valorizzano il talento delle persone con fragilità attraverso la creatività e la bellezza”.  Una bella serata che ha raccolto il consenso dei tanti presenti che hanno aderito all’acquisto delle Strenne firmate “ Il Natale buono” , consapevoli di offrire qualcosa di buono e di alto valore sociale allo stesso tempo.  E proprio per questo molto apprezzate da chi li riceve.  

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